Screening neonatale, presentato emendamento per l’inserimento di patologie ‘non metaboliche’

Screening neonatale, presentato emendamento per l’inserimento di patologie ‘non metaboliche’

Se approvato modificherà la legge 167, rendendo possibile l’introduzione nel panel di lisosomiali, neuromuscolari e immunodeficienze, con un’ulteriore copertura di 8 milioni annui

Nei giorni scorsi, il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle alla Camera ha firmato e presentato un emendamento (AC1334) alla legge di bilancio, proposto dall’On. Leda Volpi per introdurre una modifica alla legge 167/2016 sullo screening neonatale metabolico allargato.

Il testo prevede che, oltre alle malattie metaboliche, la possibilità di beneficiare di questo importante strumento di prevenzione secondaria possa essere esteso a “le malattie neuromuscolari genetiche, le immunodeficienze congenite severe e le malattie da accumulo lisosomiale”, e che per questo vengano aumentati i fondi a copertura della legge stessa, per un totale di 8 milioni di euro all’anno a partire dal 2019.

La modifica, qualora fosse approvata, non andrà automaticamente ad introdurre nuove patologie nel panel attualmente in vigore: affinché alcune di queste possano essere inserite sarà comunque necessario un intervento specifico del Ministero della Salute. Nell’emendamento viene infatti specificato che “il Ministero della Salute, avvalendosi della collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità, dellAgenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Age.na.s.) e delle regioni e province autonome di Trento e Bolzano, sentite le società scientifiche di settore, sottopone a revisione periodica almeno biennale la lista della patologie da ricercare attraverso lo screening neonatale, in relazione all’evoluzione nel tempo delle evidenze scientifiche in campo diagnostico-terapeutico per le malattie genetiche ereditarie”.

Si tratta dunque di un emendamento che rende possibile, anche dal punto di vista della copertura economica, un allargamento del panel – che era comunque già previsto dalla legge 167 – non solo ad altre malattie metaboliche, ma anche a patologie che, pur non rientrando in questa classe, vengano ritenute dagli esperti idonee a questo processo.
Dovranno dunque esservi dei test validati e delle terapie disponibili, di tipo farmacologico o dietetico, tali da comportare dei benefici per la salute e la sopravvivenza dei neonati affetti dalle patologie. La definizione delle malattie da inserire, insomma, rimane sempre ad appannaggio degli esperti, che grazie a questo emendamento potranno esercitare la loro competenza anche su patologie che fino ad oggi erano escluse, dato che la legge 167 parlava espressamente, e solo, di “malattie metaboliche”. La parola, nei prossimi giorni, passerà al Parlamento.

Di seguito il testo dell’emendamento presentato dall’On. Leda Volpi.

“Dopo l’articolo 41, aggiungere il seguente “41-bis. (Modifiche alla legge 19 agosto 2016, n. 167 “Disposizioni in materia di accertamenti diagnostici neonatali obbligatori per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie”).

  1. Alla legge 19 agosto 2016, n. 167, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. a) all’articolo l, dopo le parole “malattie metaboliche ereditarie” sono aggiunte le seguenti: “, le malattie neuromuscolari genetiche, le immunodeficienza congenite severe e le malattie da accumulo lisosomiale”;
  3. b) all’articolo 2, dopo le parole “malattie metaboliche ereditarie” sono aggiunte le seguenti:

“, le malattie neuromuscolari genetiche, le immunodeficienze congenite severe e le malattie da accumulo lisosomiale”;

  1. c) all’articolo 4, dopo il comma 2, è inserito il seguente: “2-bis. Il Ministero della salute, avvalendosi della collaborazione dell’Istituto superiore di sanità, dellAgenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Age.na.s.) e delle regioni e province autonome di Trento e Bolzano, sentite le società scientifiche di settore, sottopone a revisione periodica almeno biennale la lista della patologie da ricercare attraverso lo screening neonatale, in relazione all’evoluzione nel tempo delle evidenze scientifiche in campo diagnostico-terapeutico per le malattie genetiche ereditarie.”
  2. d) all’articolo 3, comma 4, lettera e):
  3. l) dopo le parole “patologie metaboliche ereditarie” sono aggiunte le seguenti: “le patologie neuromuscolari su base genetica, le immunodeficienze congenite severe e le malattie da accumulo lisosomiale”
  4. e) in fine, sono aggiunte le seguenti parole “e genetica”
  5. f) all’articolo 6:
  6. l) al comma I sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “e per la diagnosi delle malattie neuromuscolari genetiche, le immunodeficienza congenite severe e le malattie da accumulo lisosomiale “;

2) al comma 2, le parole: “valutati in 25.715.000 euro annui a decorrere dall’anno 2016” sono sostituite dalle seguenti: “valutati in 29.715.000 euro annui, a decorrere dall’anno 2019” e la parola: “15.715.000” è sostituita dalla seguente: “19.715.000”

  1. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, valutato in 8 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per le esigenze indifferibili di cui all’articolo l, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190”.
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