Screening neonatale nel mondo

Screening neonatale per la SCID: il primo studio prospettico in Turchia

Screening neonatale per la SCID: il primo studio prospettico in Turchia

Il programma pilota, condotto su oltre 20.000 neonati, ha dimostrato che lo screening mediante test TREC è efficace e sicuro, consentendo di identificare precocemente i bambini con SCID

Uno studio prospettico condotto in Turchia su 20253 neonati conferma che lo screening neonatale per l’immunodeficienza combinata severa (SCID) è tecnicamente fattibile, accurato e in grado di individuare precocemente i bambini affetti da questa rara patologia, oltre ad altre forme di linfopenia delle cellule T. Il programma pilota, il primo realizzato nel Paese, ha utilizzato il dosaggio dei “T-cell receptor excision circles” (TREC) su campioni di sangue essiccato, la stessa metodica già adottata in numerosi programmi di screening internazionali. I risultati, pubblicati su Frontiers in Immunology, rappresentano un ulteriore passo avanti verso l’implementazione dello screening neonatale per la SCID anche nei Paesi che ancora non lo hanno introdotto.

IL PRIMO PROGRAMMA PILOTA PROSPETTICO IN TURCHIA

L’obiettivo dello studio – realizzato dalla Scuola di Medicina dell’Università di Ankara e dal Ministero della Salute, Direzione generale della sanità pubblica, Dipartimento di salute pediatrica e adolescenziale – era valutare la fattibilità dell’introduzione dello screening neonatale per la SCID nel sistema sanitario turco. Sono stati inclusi 20.253 bambini nati tra ottobre 2018 e ottobre 2020 e provenienti da quattro diversi centri nascita. Su ciascun campione di sangue raccolto su cartoncino Guthrie è stato eseguito il test quantitativo dei TREC mediante PCR real-time.

I TREC sono piccoli frammenti di DNA prodotti durante la maturazione dei linfociti T nel timo e rappresentano un indicatore affidabile della produzione di nuove cellule T. Valori molto bassi o assenti possono essere il segnale di una grave immunodeficienza congenita e richiedono ulteriori approfondimenti diagnostici.

I RISULTATI DELLO SCREENING

La maggior parte dei neonati (98,6%) ha presentato valori di TREC nella norma. Una quota limitata (278) di campioni ha richiesto la ripetizione del test o ulteriori accertamenti a causa di valori inferiori al limite stabilito. Di questi, 160 sono risultati normali, mentre 118 sono risultati bassi. La successiva analisi ha confermato che 108 erano campioni normali, mentre bassi in 10 casi. Due tra questi dieci bambini sono stati diagnosticati come SCID e hanno ricevuto la terapia genica o il trapianto di midollo osseo. I restanti sei su otto neonati con TREC anormali sono stati trovati normali dopo l’elaborazione immunitaria clinica e di laboratorio, mentre le cartelle cliniche di altri due hanno rivelato la morte postnatale precoce a causa dell’estrema prematurità.

Attraverso il percorso di conferma diagnostica, i ricercatori hanno identificato un neonato affetto da SCID, diagnosticato prima della comparsa dei sintomi clinici, oltre a diversi bambini con altre condizioni associate a linfopenia T clinicamente rilevante. Lo studio ha inoltre permesso di definire il tasso di richiami e di dimostrare che il protocollo può essere integrato nella pratica routinaria con un numero contenuto di falsi positivi. Alla luce di questo studio, l’incidenza di SCID è stata rilevata almeno 1/10.000 nati vivi in Turchia, suggerendo che uno screening per questa malattia sia fattibile e utile (negli Stati Uniti, ad esempio, è 1/58.000). Come spiegato nell’articolo, secondo le opinioni degli esperti turchi, la SCID è piuttosto comune e costituisce un problema di salute pubblica che rimane nascosto poiché la maggior parte dei casi nel Paese muore per cause infettive prima di essere diagnosticati.

PERCHÉ LA DIAGNOSI PRECOCE È FONDAMENTALE

La SCID rappresenta una delle più gravi immunodeficienze primitive. I bambini affetti appaiono generalmente sani alla nascita, ma nei primi mesi di vita sviluppano infezioni ricorrenti e potenzialmente letali a causa della quasi totale assenza di una risposta immunitaria efficace. Infatti, si sviluppa come risultato di mutazioni in circa 20 geni che sono responsabili dello sviluppo di linfociti T, fondamentali per una risposta immunitaria sana

L’identificazione attraverso lo screening neonatale consente invece di intervenire prima dell’insorgenza delle infezioni, rendendo possibile il trapianto di cellule staminali ematopoietiche o altre terapie specifiche nelle fasi iniziali della malattia. Numerosi studi hanno dimostrato che il trattamento precoce migliora in modo significativo la sopravvivenza e gli esiti clinici rispetto alla diagnosi dopo la comparsa dei sintomi.

UN PASSO VERSO L’IMPLEMENTAZIONE NAZIONALE

Secondo gli autori, l’esperienza dimostra che lo screening mediante TREC è realizzabile anche in un contesto sanitario nazionale che finora non prevedeva questo tipo di programma. I dati ottenuti permettono inoltre di ottimizzare i valori di cut-off e i protocolli di richiamo, elementi essenziali per mantenere elevata la sensibilità riducendo al minimo gli approfondimenti non necessari.

Lo studio fornisce quindi importanti evidenze a sostegno dell’introduzione dello screening neonatale per la SCID in Turchia e contribuisce ad ampliare il numero di Paesi che stanno adottando questo test come parte integrante dei programmi di screening neonatale.

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