Nelle Filippine, dal 2014 ad oggi, sono stati identificati 16 neonati affetti: grazie al trattamento precoce, pochissimi di loro hanno presentato le devastanti manifestazioni della patologia
Manila (Filippine) – Il programma di screening neonatale delle Filippine, avviato nel 1996 e diventato obbligatorio per legge nel 2004, si è ampliato nel corso degli anni fino a includere oggi 29 patologie. Una di queste condizioni, la tirosinemia ereditaria di tipo 1 (HT1), è entrata a far parte del panel nel 2014: da allora, e fino al settembre 2022, sono 16 i bambini a cui è stata diagnosticata la malattia, e che grazie a questo test hanno avuto la possibilità di essere trattati precocemente. Il primo paziente è stato diagnosticato nel 2019; da allora, sono stati identificati in media quattro neonati ogni anno.
La tirosinemia ereditaria di tipo 1, o tirosinemia epatorenale, è un disordine del metabolismo degli aminoacidi che può causare insufficienza epatica e comorbilità renali e neurologiche. Uno studio retrospettivo, pubblicato sull’International Journal of Neonatal Screening, ha descritto per la prima volta le caratteristiche cliniche, biochimiche e molecolari di questa coorte, che includeva bambini di età compresa tra 18 e 54 mesi, al momento della raccolta dei dati. L’età media all’inizio del trattamento era di 26,8 giorni, e le caratteristiche cliniche più comuni erano tempi di coagulazione anomali (62,5%), livelli elevati di alfa-fetoproteina (37,5%), anemia (31,3%) e acidosi metabolica (31,3%).
In base all’insorgenza dei sintomi, la HT1 può essere classificata in forme acute (che si presentano prima dei sei mesi di età), forme subacute (che presentano sintomi tra i 6 e i 12 mesi) e forme croniche (dopo i 12 mesi). Nei pazienti della coorte filippina che presentavano segni e sintomi clinici (epatici, gastrointestinali e renali), questi si sono presentati entro i primi 6 mesi di vita. Generalmente, in questa malattia non ci sono correlazioni tra genotipo e fenotipo: lo stesso genotipo è stato osservato in individui non imparentati, e nelle stesse famiglie sono state segnalate forme acute e croniche. Nel programma di screening neonatale filippino, i test di conferma per l’HT1 sono limitati al dosaggio degli acidi organici urinari e degli aminoacidi plasmatici, mentre il test molecolare non è obbligatorio.
L’inizio del trattamento è stato molto precoce: i pazienti affetti sono stati trattati tutti entro i primi tre mesi di vita, sia attraverso la gestione dietetica che con il farmaco nitisinone. Nonostante la maggior parte di loro presentasse anomalie biochimiche, non mostrava tuttavia le devastanti complicanze dell’HT1. Il quadro clinico era molto diverso dalla classica descrizione della storia naturale della malattia: le manifestazioni epatiche, gastrointestinali, renali e del sistema nervoso sono state osservate solo tra il 6,25% e il 12,5% dei pazienti.
È stato notato anche che i bambini di età inferiore ai due anni trattati con nitisinone e una dieta a basso contenuto di tirosina hanno avuto una prognosi notevolmente migliore rispetto a quelli trattati con la sola dieta a basso contenuto di tirosina. I tassi di sopravvivenza sono migliorati, e altre complicazioni, come disturbi dello sviluppo neurologico e problemi oftalmologici, sono in fase di monitoraggio ma non sono state segnalate in questa coorte.
Tra i 16 pazienti con HT1 identificati, 14 sono vivi e asintomatici, e sono stati sottoposti a un regolare follow-up presso una delle cliniche di screening neonatale del Paese. Due, invece, sono deceduti prematuramente a causa di un’infezione; uno all’età di 1 anno e 9 mesi per polmonite grave e convulsioni, l’altro a 1 anno e 11 mesi a causa di sepsi. Sebbene le infezioni rimangano la principale causa di mortalità nei bambini di età inferiore ai cinque anni, le condizioni metaboliche potrebbero aver contribuito all’esito di questi due pazienti.
La prevalenza della malattia nel programma di screening neonatale filippino, dal dicembre 2014 al settembre 2022, è risultata di un caso su 338.269 individui: un dato molto inferiore rispetto al tasso di incidenza a livello mondiale, che si attesta a circa un caso su 100.000 nati. Solo la provincia del Quebec, in Canada, ha fatto registrare una frequenza di tirosinemia di tipo 1 superiore al previsto, ovvero un caso su 19.819: in quest’area, però, un dato così elevato è da attribuire all’effetto del fondatore.