Adrenoleucodistrofia: la valutazione della funzione surrenalica deve iniziare alla diagnosi

Adrenoleucodistrofia: la valutazione della funzione surrenalica deve iniziare alla diagnosi

Le nuove raccomandazioni di un gruppo di esperti americani per evitare una crisi fatale nei maschi identificati dallo screening neonatale

New York (U.S.A.) – Nei bambini maschi riconosciuti dallo screening neonatale come affetti da adrenoleucodistrofia (ALD), la valutazione della funzione surrenalica dovrebbe iniziare in modo tempestivo, subito dopo la diagnosi, e proseguire con un monitoraggio regolare, per prevenire una crisi potenzialmente fatale. Sono le raccomandazioni di un team di ricercatori americani che, per sviluppare delle linee guida sulla gestione di questi pazienti, ha effettuato una ricerca nella letteratura scientifica.

Questa, però, è estremamente limitata: il gruppo è riuscito a trovare un solo studio di coorte con 49 pazienti riguardante il monitoraggio dell’insufficienza surrenalica nei neonati e nei bambini con ALD, ma anche questo aveva delle limitazioni. Gli autori,  così, si sono affidati a singoli casi clinici, alle precedenti linee guida per l’insufficienza surrenalica primaria, alla propria esperienza e a quella di un board di esperti.

Il gruppo di lavoro al quale è stato affidato il compito di individuare le migliori raccomandazioni era composto da sette membri del Comitato farmaci e terapie per le malattie rare della Pediatric Endocrine Society, con esperienza clinica nel trattamento di questi pazienti, da un endocrinologo pediatrico e da un direttore di laboratorio. Le linee guida sono state riesaminate e approvate dal Consiglio Direttivo della società scientifica, e infine pubblicate sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism.

L’adrenoleucodistrofia è una rara malattia genetica che colpisce principalmente il sistema nervoso (con distruzione progressiva della mielina, la sostanza che riveste le cellule nervose) e le ghiandole surrenali (con conseguente carenza di alcuni ormoni). Poiché una diagnosi e un intervento precoci possono salvare la vita dei pazienti, l’ALD è stata ritenuta una condizione adatta ad essere identificata tramite lo screening neonatale. Questo metodo di prevenzione è stato implementato nel 2013 nello Stato di New York, e più recentemente in Connecticut, California, Minnesota e Pennsylvania, con l’intenzione di espanderlo a tutti i 50 Stati americani. Il Minnesota ha appena reso noti i risultati – estremamente soddisfacenti – del primo anno di screening.

Ma anche in Europa qualcosa si sta muovendo: un recente studio inglese ha dimostrato che lo screening per l’ALD è economicamente sostenibile e comporterebbe un risparmio per il servizio sanitario nazionale. In Italia, pochi mesi fa, è stata presentata alla Camera una proposta di legge per inserire la patologia nel pannello dello screening neonatale esteso, come sta avvenendo anche nei Paesi Bassi con un progetto pilota.

Nell’ALD, l’insufficienza surrenalica è spesso una condizione non riconosciuta, a causa dei sintomi lievi, ma una crisi può essere fatale. Questo disturbo si sviluppa nella maggior parte dei maschi con ALD, ma l’età della prima insorgenza non è stata ancora ben stabilita; nelle femmine, invece, in genere non si manifesta, ma permane il rischio di sintomi neurologici in seguito, nell’età adulta. A causa di queste preoccupazioni e dell’esperienza aneddotica di neonati maschi di 3 mesi con evidenza biochimica di insufficienza surrenalica, il consenso del gruppo è che si debba iniziare la valutazione endocrinologica subito dopo la conferma della diagnosi.

“Poiché i sintomi dell’insufficienza surrenalica sono difficili da identificare, in particolare nei bambini di età inferiore ai 2 anni, crediamo che una nuova valutazione ogni 3-4 mesi rappresenti un periodo di tempo appropriato per rilevare questa condizione prima dello sviluppo di sintomi evidenti”, ha spiegato il board di esperti. “Poiché la prevedibile secrezione diurna dell’ormone adrenocorticotropo (ACTH) e del cortisolo inizia a svilupparsi tra 1 e 6 mesi di età e può richiedere fino a 3 anni per stabilizzarsi, i prelievi nei neonati possono essere effettuati in modo casuale. Fra i 6 mesi e l’anno di età, e oltre, i campioni devono essere raccolti intorno alle 8 del mattino”, continuano gli autori delle raccomandazioni.

Sebbene non vi siano chiari intervalli di riferimento normali per l’ACTH sotto i 3 anni di età, il gruppo ha concordato che un valore di ACTH superiore a 100 picogrammi per millilitro e di cortisolo inferiore a 10 microgrammi per decilitro sia indicativo di insufficienza surrenalica.

“I bambini con livelli normali di ACTH e cortisolo (rispettivamente inferiori a 100 picogrammi per millilitro e uguali o superiori a 5 microgrammi per decilitro) non richiedono invece un trattamento immediato, ma devono essere testati nuovamente entro 3-4 mesi”, hanno concluso gli esperti.

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