Con la DGR 782/2025 la Regione consolida l’inclusione delle malattie introdotte dal progetto pilota dell’Università “G. d’Annunzio”, affidando alle Asl l’erogazione con risorse proprie
Con la Delibera n. 782 del 24 novembre 2025 la Regione Abruzzo ha approvato l’aggiornamento del Catalogo Unico Regionale (CUR) delle prestazioni specialistiche prescrivibili. Il provvedimento riguarda l’insieme delle prestazioni ambulatoriali e protesiche, ma contiene anche un passaggio rilevante per lo screening neonatale: la stabilizzazione delle patologie aggiuntive introdotte negli ultimi anni grazie al progetto pilota sostenuto dall’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara.
DAL NAZIONALE AL REGIONALE AMPLIATO
Lo screening neonatale esteso (SNE) è già obbligatorio a livello nazionale per le malattie metaboliche ereditarie, introdotto con la legge 167/2016 e recepito in Abruzzo con la DGR 808/2017. In seguito a tale delibera, il Centro regionale Screening Neonatale presso il CAST dell’Università “G. d’Annunzio” ha avviato un progetto pilota per l’ampliamento del pannello, includendo ulteriori patologie, oltre a quelle previste dal programma nazionale. Grazie a questa iniziativa, il pannello regionale comprende oggi 56 malattie, tra cui immunodeficienza combinata grave da deficit di adenosina deaminasi, deficit di decarbossilasi degli L‑amminoacidi aromatici, sindrome adrenogenitale, e dal 2022 atrofia muscolare spinale, malattia di Fabry, malattia di Gaucher e mucopolisaccaridosi tipo I.
I PROVVEDIMENTI REGIONALI
La stabilizzazione delle patologie aggiuntive nello screening neonatale è stata formalizzata con la DGR 782/2025, che si colloca in un percorso normativo più ampio. La delibera richiama la cornice nazionale definita dal DM 25 novembre 2024, con cui sono state aggiornate le tariffe delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e protesica in attuazione del DPCM 12 gennaio 2017, e recepisce a livello regionale quanto già disposto con la DGR 936/2024, che aveva approvato il nuovo nomenclatore tariffario e il Catalogo Unico Regionale (CUR).
Il provvedimento del novembre 2025 non si limita a fissare l’entrata in vigore definitiva al 1° dicembre 2025, ma integra nel CUR le richieste arrivate dalle Aziende sanitarie locali e dal Centro regionale Screening Neonatale, consolidando così il pannello ampliato avviato in fase pilota dall’Università “G. d’Annunzio”. In questo modo le patologie aggiuntive, già sperimentate e finanziate dall’Ateneo, diventano parte integrante del programma regionale e devono essere garantite dalle Asl “nell’ambito delle risorse assegnate sul fondo regionale e senza oneri aggiuntivi”.
PASSAGGI VINCOLANTI DELLA DELIBERA
La DGR 782/2025 dedica due punti specifici allo screening neonatale ampliato. Nel testo viene “rilevata la necessità che le AA.SS.LL. regionali garantiscano isorisorse l’erogazione delle prestazioni relative al pannello SNE esteso, stante la rilevanza e l’importanza del programma di medicina preventiva che consente la diagnosi di patologie ereditarie gravi, consentendo di intervenire per ridurre mortalità e morbilità”. A questo si aggiunge l’indicazione di “demandare alle AA.SS.LL. regionali di garantire, nell’ambito delle risorse assegnate sul fondo regionale e senza oneri aggiuntivi, l’erogazione delle prestazioni relative al pannello SNE esteso”, con la stessa motivazione legata alla prevenzione e alla diagnosi precoce.
In sostanza, la delibera vincola le aziende sanitarie a garantire la continuità del programma, fissando l’obbligo di erogare le prestazioni aggiuntive dello screening neonatale ampliato con le risorse già disponibili, senza nuovi oneri per il bilancio regionale.
DAL PILOTA ALLA PRESA IN CARICO REGIONALE
Finora il progetto pilota era stato sostenuto dall’Università “G. d’Annunzio”. Con la delibera regionale, la responsabilità passa ora al Servizio Sanitario Regionale, che dovrà integrare stabilmente le patologie aggiuntive nello screening neonatale.
La Regione Abruzzo ha sottolineato il valore di questo passaggio, definendolo “un salto di qualità che porta la nostra sanità tra le realtà più avanzate a livello nazionale sul fronte della diagnosi precoce”. L’Assessore alla Sanità Nicoletta Verì ha rimarcato che l’inserimento nel Catalogo Unico Regionale “consente di trasformare un progetto universitario in un programma strutturale, garantito dalle Asl e accessibile a tutti i neonati abruzzesi”.
Con queste parole, il provvedimento segna il passaggio da una fase sperimentale a una presa in carico stabile: il pannello ampliato diventa parte integrante dell’offerta regionale, con l’obiettivo di assicurare diagnosi tempestive e uniformità di accesso per patologie rare e gravi, riducendo mortalità e morbilità.