Screening neonatali, il Centro di Coordinamento ha completato la mappatura dei Centri

Screening neonatali, il Centro di Coordinamento ha completato la mappatura dei Centri

In Italia sono presenti 14 Centri per lo screening neonatale dotati di spettrometria di massa tandem: a comunicarlo, ad aprile 2018, è il Centro Nazionale Malattie Rare, autore del rilevamento insieme al Centro di Coordinamento Screening, al Ministero della Salute e alle Regioni. La spettrometria di massa tandem è la tecnica necessaria per analizzare il sangue dei neonati, e i quattordici Centri presenti sul territorio nazionale non richiederanno la creazione di nuovi laboratori. Alcune Regioni, però, sono prive di questa tecnologia: in tal caso potranno seguire l’esempio di Toscana e Umbria, che hanno attivato un accordo interregionale individuando come struttura di riferimento l’ospedale Meyer di Firenze. Un’operazione che sarà utile anche per limitare i costi.

In questo modo tutte le Regioni potranno attuare la legge 167 del 2016, che ha istituito lo screening neonatale esteso e obbligatorio per le malattie metaboliche ereditarie. Due Regioni hanno due laboratori ciascuna, mentre nove non ne hanno neanche uno. Il quadro attuale vede diciotto Regioni già pronte a uniformarsi alla legge e altre tre che stanno avviando gli accordi interregionali. Il processo, insomma, si è messo in moto, ma alcune Regioni si trovano ancora nelle fasi organizzative iniziali e non possono ancora garantire la copertura totale dei punti nascita: un obiettivo che comunque, secondo il Centro di Coordinamento Screening, potrà essere raggiunto a breve, nei prossimi mesi.

“Sono stati già erogati i fondi a tutte le Regioni, e trattandosi di finanziamenti vincolati a questo obiettivo, alle strutture interessate non resta che richiederli, qualora non l’abbiano già fatto”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’Istituto Superiore di Sanità Angelino Del Favero. “Siamo pronti quindi ad applicare la legge, che rappresenta un modello di cooperazione efficace per realizzare politiche di equità nell’accesso alla salute. Continueremo a lavorare adesso per definire gli standard qualitativi che dovranno essere uguali nell’intero Paese e per mettere a punto definitivamente la macchina organizzativa”.

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